

La Formula 1 torna subito in pista in Spagna per chiudere il secondo trittico stagionale. E’ una gara attesissima perchè entra in vigore la nuova direttiva tecnica sulle ali flessibili. Secondo Vasseur sarà un “game changer”. Secondo molti altri tecnici non crererà nessuna rivoluzione. Già sabato capiremo chi ci racconta frottole.
La pista di Barcellona-Catalogna, è ormai un altro classico della F1 moderna, ospitando una gara dal 1991, anno prima dei Giochi di Barcellona. È uno degli appuntamenti più attesi perché si svolge su una delle piste più complete dal punto di vista tecnico. Non è un caso che uno dei luoghi comuni più usati legati a questa pista è che chi va forte qui va forte ovunque.
Tornano le gomme dure
- Dal 1991 ad oggi il tracciato ha subito alcune variazioni, soprattutto nell’ultima parte, con vari tentativi di creare delle opportunità di sorpassi, in particolare con l’introduzione nel 2007 di una chicane molto lenta prima dell’ultima curva, che portò a un rilevante innalzamento (più di quattro secondi) del tempo sul giro. Dal 2023 si è tornati all’impostazione iniziale, con le ultime due curve raccordate in modo da rendere molto più filante l’ingresso sul rettilineo dei box, uno dei più lunghi della stagione. Il circuito attuale è lungo 4,657 chilometri, da ripetere 66 volte e comprende 14 curve (otto a destra, sei a sinistra). Le curve che generano il livello di carico aerodinamico più alto sono la 3 e la 9, entrambe a destra.
- Così com’è sfidante per le vetture, il circuito lo è anche per i pneumatici. Dopo due appuntamenti consecutivi con la terna più morbida della gamma 2025, come tradizione, Pirelli ha selezionato per questo appuntamento quella più dura, con la C1 come Hard, la C2 come Medium e la C3 come Soft. Le tre mescole sono state rinnovate rispetto allo scorso anno, in particolare la C2, rendendole più equidistanti fra loro in termini di prestazione: ciò potrebbe portare a privilegiare Medium e Soft in gara.
- Le forze esercitate sulle gomme sono medio-alte, visto che sono sollecitate da diverse curve veloci, come la terza e le ultime due, entrambe a destra. L’angolo più stressato è l’anteriore sinistro, considerato che ci sono più curve destrorse.
Poco impegnativa per i freni
- Secondo i tecnici del Gruppo Brembo, che lavorano a stretto contatto con tutti i team di Formula 1, il Circuit de Barcelona-Catalunya, lungo 4.657 metri, rientra tra i tracciati poco impegnativi per l’impianto frenante.
- Su una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà pari a 2, per via delle sole sei frenate per giro, che occupano complessivamente 11,5 secondi: tre sono classificate come “High”, due “Medium” e una “Light”.
- La curva più impegnativa per i freni sul Circuit de Barcelona-Catalunya è la numero 10, dove le monoposto decelerano da 310 km/h a 106 km/h in 2,46 secondi, percorrendo 125 metri. I piloti sono sottoposti a una decelerazione massima di 4 g e applicano un carico di 133 kg sul pedale del freno. La potenza frenante raggiunge i 2.019 kW.
- Sebbene il Circuit de Barcelona-Catalunya non sia più la sede più usata per i test delle squadre – stante la sostanziale eliminazione delle prove durante la stagione e la forte riduzione di quelle precampionato – rimane un banco di prova molto importante. Infatti, Pirelli ha scelto di provare qui per la terza volta (la prima nel settembre 2024 e la seconda nel gennaio scorso) per sviluppare la gamma di pneumatici per la prossima stagione: l’appuntamento è per martedì 3 e mercoledì 4 giugno, quando saranno impegnati i piloti di Mercedes (entrambi i giorni), Racing Bulls (martedì) e Red Bull (mercoledì).
- Da anni ormai il doppio pit-stop è praticamente obbligato al Montmelò e la gara dello scorso anno non ha fatto eccezione.
- Tutti i piloti sulla griglia hanno scelto la Soft per il primo stint: l’unica eccezione è stata Albon (Medium), che però partiva dalla pit-lane.
- Dodici piloti hanno utilizzato tutte e tre le mescole disponibili, lasciando la Hard per l’ultima porzione di gara, mentre i tre piloti finiti sul podio – nell’ordine Verstappen, Norris e Hamilton – sono passati sotto la bandiera a scacchi montando un secondo set di Soft.
52° Spanish Gp
- Il Gran Premio di Spagna giunge alla sua cinquantacinquesima edizione. Prima di trovare la sua casa al Circuit de Barcelona-Catalunya, altri quattro tracciati avevano ospitato questa gara, di cui due cittadini proprio all’interno della città catalana: quello di Pedralbes, dove si corse nel 1951 e nel 1954, e quello del Parco del Montjuic, che lo ha ospitato negli anni dispari fra il 1969 e il 1975. Il Gran Premio si è disputato anche all’autodromo di Jarama, alle porte di Madrid, nel 1968, 1970, 1972, dal 1976 al 1979 e nel 1981 e a quello di Jerez de la Frontera, in Andalusia, dal 1986 al 1990. La Spagna ha ospitato anche sette edizioni del Gran Premio d’Europa: due a Jerez (1994 e 1997) e cinque sul tracciato cittadino di Valencia (dal 2008 al 2012). E dall’anno prossimo entrerà in gioco anche il nuovo circuito di Madrid…
Schumi e Hamilton i re di Spagna
- Michael Schumacher e Lewis Hamilton sono i piloti che hanno ottenuto più successi (sei ciascuno) nel Gran Premio di Spagna: grazie alla vittoria a Jerez nel 1994 il tedesco è quello con più vittorie in territorio spagnolo.
- Schumacher è primo come numero di pole position (7) davanti ad Hamilton (6) mentre i due sono al comando della classifica dei piazzamenti sul podio con 12 a testa. Fra le squadre, la Ferrari ha vinto 12 volte questa gara, cui vanno aggiunti due successi nel Gran Premio d’Europa a Valencia.
- La Ferrari è prima anche in termini di pole position (14) e di piazzamenti sul podio (38).
- Quattro piloti hanno ottenuto il loro primo successo nel Gran Premio di Spagna: Niki Lauda (1974), Jochen Mass (1975), Pastor Maldonado (2012) e Max Verstappen 2016).


